Un intero spazio di discussione pubblica in Rete è stato chiuso privando centinaia di cittadini - anonimi e non anonimi, civili e meno civili - della libertà di manifestazione del pensiero ed un’associazione di consumatori del diritto/dovere di utilizzare le nuove tecnologie per tutelare gli interessi ed i diritti degli utenti abilitandoli a scambiarsi opinioni ed idee in relazione all’operato di un professionista.

Il principio di diritto - anche se mi risulta difficile utilizzare tale espressione - sotteso alla decisione è dirompente: nella Rete italiana, nel 2009, è vietato erogare servizi di hosting che consentano la pubblicazione in forma anonima o quasi-anonima di contenuti.

— Guido Scorza - “Chiuso per anonimato